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Lucio Padovani

Amministrazione Doria, un doveroso bilancio dopo la delibera sulla Gronda

in Varie

“Non si fa il socialismo in un Paese solo” si diceva quando la cosa interessava ancora a qualcuno. Ma neppure si riescono a fare buone politiche di sinistra, se tutto ti è contro: crisi economica, Regione, governo, Confindustria, poteri forti.

Il compito sembra effettivamente impossibile e, in parte, lo è.

La stampa cittadina manipola l’informazione e fa passare quello che vuole (Doria che non decide, Doria ostaggio del Pd, ecc.) o semplifica e banalizza gli argomenti riducendo tutto allo scontro tra posizioni semplificate e manichee (sviluppo-sì vs sviluppo-no, privatizzazione-sì vs privatizzazione-no, gronda-sì vs gronda-no) degne del miglior talk show televisivo, con il risultato di  disinformare i cittadini.

Il sindaco e la giunta non fanno molto per sopperire al vuoto informativo con una campagna di comunicazione un po’ più aggressiva. Non si riesce a veicolare contenuti, non mi stupisco quindi se i cittadini, anche quelli più attenti, pensino che in fondo non si riesce a combinare nulla: non si fa contenti né i gronda né i no-gronda tanto per capirci.

Dal canto suo, la squadra di governo dimostra evidenti difficoltà di gestione e di governance dei processi, a partire dalle relazioni interne ai partiti di maggioranza, errori che ripete con una certa pervicacia. A questi si aggiungono carenze evidenti di visione strategica di singoli assessori, associate ad alcune incertezze e fragilità personali. Tutto ciò non aiuta. Quando il gioco si fa duro, sono i duri che dovrebbero entrare in gioco ma, purtroppo, sembra che li abbiamo finiti.

Siamo in  maggioranza con il Pd (primo partito) che su alcuni temi particolarmente sensibili, come è noto, ha un pensiero divergente rispetto al nostro. In compenso, abbiamo il sindaco dalla nostra anche se, come dice lui stesso, è il “sindaco di tutti”. Si sapeva anche prima, inutile stupirsi ora, che sarebbe stato meglio governare da soli: certo, ad avere i numeri…

Inutile negare che su alcune partite decisive stiamo tirando al pareggio, ma non me ne vergogno affatto perché in questo quadro l’unica possibilità è quella di giocare in contropiede: mollare la partita o votarsi alla sconfitta per poter testimoniare la propria alterità sarebbe, per un amministratore, molto peggio e le conseguenze per la città potrebbero essere drammaticamente serie.

L’eredità lasciataci dalle giunte precedenti è pesantissima (e non si può dire o si può dire solo in parte, visto che i nostri colleghi di maggioranza si potrebbero offendere), a partire dal debito del Comune che ammonta a 1500 milioni di euro per finire alle società partecipate che versano, da tempo, in una situazione economica e gestionale che definire disperata è dire poco, per non parlare del dissesto idrogeologico, figlio di decenni di  cementificazione e speculazioni, che rende così fragile il nostro territorio.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la progressiva e continua contrazione delle risorse che arrivano dallo Stato. Ad oggi, si parla di 120 milioni in meno su un bilancio complessivo del Comune di 800 milioni, ma potrebbero ridursi ancora (dai 27 ai 50 milioni) per via delle politiche di taglio alla spesa pubblica del governo Renzi, che si muove in perfetta continuità con i governi precedenti (Tremonti, Monti).

Quali risultati si sta provando a perseguire a dispetto di tutto?
Quali cose di “sinistra” stiamo provando a realizzare, o quantomeno a difendere, che giustifichino il nostro operato di uomini e donne di sinistra in una maggioranza di centro sinistra?

EQUILIBRIO DI BILANCIO
E’ stato perseguito, nonostante i tagli, contestualmente alla riduzione del debito pubblico. Un miracolo! Ed è stato raggiunto attraverso il riequilibrio dei conti della macchina comunale e l’aumento dell’efficienza aziendale. Ciò ha permesso di reinvestire i risparmi, ottenuti con la riduzione dei costi, in servizi a favore dei cittadini (spesa sociale, interventi di contrasto al dissesto, ecc.).

DIFESA DELLA PROPRIETÀ’ PUBBLICA DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE
Obiettivo, fin qui, faticosamente perseguito. Conseguimento del pareggio di bilancio, controllo di gestione associato al controllo qualità del servizio erogato, perseguimento dell’efficienza in nome dell’interesse generale, predisposizione di piani industriali convincenti…ci stiamo provando.

POLITICHE INNOVATIVE DEI RIFIUTI
Trasformazione del problema rifiuti da costo sociale e ambientale a processo produttore di valore aggiunto. No agli inceneritori, raccolta differenziata spinta, investimenti in impiantistica per valorizzare il ruolo di Amiu. Sviluppo dell’economia circolare (vedi delibera e piano industriale) con la trasformazione di Amiu da società che eroga solo servizi a impresa industriale. Ci stiamo provando, ma non è affatto detto che la Regione (Paita & Co.) ce lo lasci fare.

QUESTIONE AMT E TRASPORTO PUBBLICO
Non si è risolta, vero! Ma sfido chiunque a risolvere il problema dell’equilibrio dei conti aziendali (e della necessità di fare investimenti) senza far scontento qualcuno (lavoratori o utenti). I nodi da sciogliere sono “strutturali” e le risorse a favore del trasporto pubblico si sono pesantemente contratte. Per risolvere la questione “rapidamente”, come chiedono alcuni, bisognerebbe fare macelleria sociale (licenziamenti) e aprire un conflitto durissimo (contratto integrativo). Vediamo se ne usciamo con l’aiuto del sindacato, senza vendere ai privati (come invece auspicherebbero alcuni esponenti del Pd), rimettendo in equilibrio i conti e magari cercando di introdurre, contestualmente, nuove politiche per la mobilità urbana. Fin qui, non si è riusciti a fare un passo in questa direzione, ma non demordiamo.

POLITICHE SOCIALI E POLITICHE EDUCATIVE
Difesa strenua, determinata dell’investimento a dispetto dei tagli di bilancio. Dal 2012, a livello complessivo di bilancio, si sono volatilizzate risorse per mancati trasferimenti equivalenti a tre sistemi di welfare cittadino (-123 milioni). Tuttavia la somma investita in servizi sociali (41 milioni) e quella in sevizi educativi (35 milioni) è rimasta costante nonostante già nel 2010, in epoca Vincenzi e parecchi milioni di euro fa, si parlasse di tagliare i servizi sociali. A proposito delle politiche della casa, invece, sono stati investiti 2 milioni di euro per la ristrutturazione di immobili (case popolari gestite dal Comune).

PIANO URBANISTICO COMUNALE
Attraverso un confronto serrato in maggioranza è stato possibile introdurre modifiche ed emendamenti per favorire una maggiore attenzione all’ambiente, al territorio, alle aree agricole, con vincoli più stringenti rispetto all’edificabilità e alla impermeabilizzazione dei terreni. La delibera sul PUC deve essere ancora approvata ma le modifiche sono già state concordate.

MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO
Investimento di circa 30 milioni, con risorse del Comune, per le cosiddette “somme urgenze” e per intervenire sulle zone che hanno subito danni per le recenti alluvioni. Poco? Forse, ma se si tiene conto dei bilanci e del debito è un vero miracolo. Gestione dell’emergenza Scarpino, figlia anch’essa del dissesto idrogeologico e di pesanti responsabilità gestionali pregresse: per uscirne definitivamente ci vogliono i soldi del governo; servono investimenti ingenti, da soli non ce la possiamo fare e, per ora, ci stiamo mettendo delle pezze.

RIDISEGNO VIABILITA’ URBANA
A dispetto della “delibera sulla gronda” che ha fatto salire alla ribalta la questione della contestatissima opera autostradale, si sta altresì progettando e, in parte, realizzando una serie di opere infrastrutturali e viarie che cambierà radicalmente il volto della città (il ridisegno della zona a mare di Prà, il porticciolo di Pegli Lido, la riprogettazione di via Cornigliano, la nuova strada a mare, il nodo di san Benigno, il tunnel subportuale, il disegno blu di Piano per l’area Fiera e la circonvallazione a mare, l’intervento sul litorale a levante). L’ipotesi su cui stiamo lavorando è quella di inserire queste trasformazioni all’interno di una visione maggiormente sistemica e organica della città e di approfittare dell’occasione, non solo, ovviamente, per aumentare la qualità della vita dei cittadini delle zone interessate ma anche per dotare la città di nuovi spazi adibiti a passeggiate urbane, a verde pubblico e a una lunga cintura di percorsi ciclo-pedonali.

PARTECIPAZIONE E GESTIONE BENI COMUNI
Stiamo lavorando all’adozione da parte del nostro Comune di un Regolamento ad hoc (già introdotto da altri Consigli comunali Bologna, Siena ecc.) per la gestione partecipata della proprietà pubblica inutilizzata o sottoutilizzata. Si tratta di favorire una gestione attiva del “patrimonio”, che promuova le iniziative autonome, in forma associata, dei cittadini con il sostegno dell’ente, orientate alla cura e alla valorizzazione dei beni comuni, per finalità collettive e sociali e alla costruzione di spazi di aggregazione.

POLITICHE SUI DIRITTI CIVILI
Abbiamo portato a casa due delibere importanti sulle unioni civili e sul diritto di cittadinanza, abbiamo contrastato lo sviluppo delle sale gioco con un regolamento che ne limita l’espansione a tutela dei cittadini. Stiamo lavorando su due mozioni, una per la depenalizzazione delle droghe leggere, l’altra per il sostegno alla causa palestinese attraverso iniziative promosse dalla giunta e dal Comune.

POLITICHE CULTURALI E GIOVANILI
Attraverso una continuativa collaborazione con l’Ufficio Cultura abbiamo attivato un percorso di valorizzazione della cultura e dell’arte indipendente cittadina attraverso l’apertura di spazi pubblici e la costruzione di un festival delle creatività per giovani artisti genovesi. Insieme all’Ufficio Politiche educative si è invece costruito un tavolo permanente con i consiglieri e gli assessori dei Municipi con delega alle Politiche Giovanili per creare una mappatura di tutte le associazioni “giovanili”dei municipi e per costruire momenti tematici in vista del Forum sulle Politiche Giovanili previsto a fine percorso.

Conclusa la difesa d’ufficio, nulla vieta, anzi è molto auspicabile, avviare in maggioranza una verifica di “metà mandato” per misurare i risultati raggiunti rispetto al programma presentato agli elettori, per consolidare e difendere quelli raggiunti e cercare di perseguire quelli che non lo sono stati, identificando i motivi di eventuali ritardi, difficoltà, resistenze, allo scopo di rafforzare l’attività politico-amministrativa della giunta Doria e provare a rilanciare.

Abbiamo già proposto a “Rete a sinistra” di avviare insieme, quanto prima, un precorso collettivo (e pubblico) di confronto tra tutte le forze di sinistra che hanno sostenuto Doria in campagna elettorale. Confronto che, in parte, è già cominciato con l’appuntamento al teatrino degli zingari di qualche settimana fa ma sull’argomento bisogna tornare anche alla luce degli ultimi avvenimenti.

Governare, in un contesto così ostile, non è un pranzo di gala!

Le vostre opinioni

5 commenti su Amministrazione Doria, un doveroso bilancio dopo la delibera sulla Gronda

“Siamo in maggioranza con il Pd (primo partito) che su alcuni temi particolarmente sensibili, come è noto, ha un pensiero divergente rispetto al nostro”
La mia opinione e critica alla Lista Doria sta proprio in questa frase, il PD è si il primo partito, così come il M5S è il secondo ma il PD è stato mandato al governo e con tanti consiglieri per via del “premio di maggioranza” che proprio la Lista Doria gli ha portato con la coalizione. Ora Doria proprio perchè vuole essere Sindaco di tutti, almeno per la Gronda, avrebbe dovuto allinearsi al M5S senza fare tante questioni di merito se fosse stato meglio essere presenti o meno alla Conferenza dei Servizi. Questo perchè sapete voi quanto chiunque che in conferenza avremo solo la possibilità di decidere il “colore dei piloni”.
Grazie

Luigi Sessarego ha detto la sua il 27 gen 15 alle 9:13

Le regole di coalizione sono regole di coalizione, qualsiasi avvicinamento o collaborazione tra noi e 5s (che all’inizio poteva anche essere nelle corde degli uomini e delle donne in consiglio) è sfumato soprattutto (anche se non solo) per le scelte politiche del movimento a livello nazionale.
Sulle onde dell’incredibile successo elettorale hanno continuato la loro corsa alla conquista del potere (senza se e senza ma) manifestando comportamenti fieramente antagonisti nei confronti di chiunque non la pensasse come loro (il che non ha agevolato la collaborazione, ammesso che fosse sul serio possibile).
Convinti di spazzare via tutto e di essere autosufficienti, in relazione ad una vittoria che sembrava certa e imminente, ma che non si è realizzata. E’ stata un’occasione persa per tutti, io credo che la storia d’italia poteva (allora) essere scritta in modo diverso, se al Pd del povero Bersani (di Italia Bene Comune) non si fosse chiusa la porta in faccia. Ma questa è un’altra storia.
Quindi la maggioranza che ha vinto le elezioni è questa (e non si può costruire “alleanze variabili” in funzione degli argomenti). Inoltre, il voto congiunto (lista doria + movimento 5 stelle + altri) sugli ordini del giorno da loro presentati (e da noi condivisi nel merito), non ha dato esito favorevole visto che mettendo messi insieme tutti i voti dei no-gronda in consiglio, non avevamo comunque la maggioranza. Abbiamo votato in modo difforme dalla giunta (Bernini) 462 volte e abbiamo votato a favore degli odg dei 5s 226 volte (ma di ne sono passati solo 11 quanndo anche la destra ha votato a favore).
Detto questo, il voto sarebbe stato un voto di bandiera, del tutto ininfluente, perchè la dl passava uguale. Non sono per niente convinto come dici tu, che il mandato sia solo decidere il colore dei piloni, nella dl abbiamo inserito la necessità di una maggiore attenzione all’impatto ambientale dell’opera, la presenza (non prevista prima e ora permanente) del comune nel comitato di controllo, il declassamento della A10 (con tanto di depedaggiamento).
Non sono per niente convinto che la gronda si faccia davvero (visto che abbiamo come formidabili alleati la stessa autostrade e forse anche il governo), a breve presenteremo una mozione sui lotti funzionali (anche se arrivano notizie di oggi, che la regione ha approvato un indirizzo differente per fregarci e impedirci di farlo).
In conclusione, meglio che ci andiamo anche noi a discutere, la partita non è chiusa, i più informati (doria, terrile e lo stesso bruno) sono convinti (e lo dichiarano in “camera caritatis”), che alla fine la gronda non si farà, staremo a vedere…

Lucio Padovani ha detto la sua il 27 gen 15 alle 14:47

Grazie mille carissimo Lucio per la tua chiarissima esposizione
Mi permetto di farti notare che uno dei punti cardine del nostro programma era la democrazia partecipata; mi dirai che fin troppe persone si riempiono la bocca con queste ipotesi progettuali che poi non marciano.
Io credo che questo punto non è tanto fondamentale per chi è governato ma proprio, al contrario, per chi governa.
Fare partecipare, dare l’informazione e far comprendere anche agli ultimi cosa succede e perché alcune scelte vengono compiute serve a rendere credibile l’operato di chi governa.
Al contrario tutte le cose che tu citi nella tua relazione sospetto che siano conosciute da ben pochi nostri concittadini. Cosa sanno? Chi e come sono stati messi al corrente? quante volte avete chiamato i cittadini per discutere e comprendere cosa stava accadendo?
Quindi in estrema sintesi quando dici:

“Inutile negare che su alcune partite decisive stiamo tirando al pareggio, ma non me ne vergogno affatto perché in questo quadro l’unica possibilità è quella di giocare in contropiede: mollare la partita o votarsi alla sconfitta per poter testimoniare la propria alterità sarebbe, per un amministratore, molto peggio e le conseguenze per la città potrebbero essere drammaticamente serie.”

dovresti, a mio avviso, spiegare ai cittadini quali sarebbero queste drammatiche conseguenze.
Con il più grande affetto e stima
Guido

Guido Rodriguez ha detto la sua il 27 gen 15 alle 15:27

Si hai perfettamente ragione, informare e condividere le ragioni delle scelte è un interesse anche e soprattutto nostro, siamo stati molto carenti da questo punto di vista perché tutto ciò comporta energie che forse non abbiamo, il fatto di aver perso, quasi dall’inizio, chi ci avevo portato fin qui, è stato un errore imperdonabile stiamo cercando di riconnetterci per non rimanere soli nel fortino assediato. un abbraccio a presto

Lucio Padovani ha detto la sua il 27 gen 15 alle 20:12

Qualche iniziativa di democrazia partecipata è in corso e mi riferisco ad esempio al lavoro che istituzioni, cittadini e associazioni stanno facendo per la riqualificazione dell’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto. Anche lì, è vero, esiste un problema di comunicazione con i cittadini, ma ci stiamo lavorando.
Credo però si tratti di un modello, di un metodo di lavoro, da utilizzare maggiormente. La partecipazione crea consenso, contribuisce al ripensamento su decisioni sbagliate, facilita il dialogo fra le stesse istituzioni concorrenti.
Certo, non sostituisce la rivoluzione e il socialismo in un solo paese…

Alberto Soave ha detto la sua il 28 gen 15 alle 1:33

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