Ambiente / Diritti / Beni comuni

Barbara Comparini

Il mio intervento in Consiglio sul: “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani”

in Varie

Il provvedimento che abbiamo portato in aula il 25 ottobre tratta di sussidiarietà e di Patti di Collaborazione tra l’amministrazione e la cittadinanza attiva.

E’ un provvedimento di grande attualità, perché il Regolamento che viene ad introdurre, intitolato “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione in forma condivisa dei beni comuni urbani”, è stato adottato in forma similari da circa un centinaio di comuni italiani negli ultimi due anni, a partire dal Comune di Bologna.

Tuttavia di “Pattuizione” tra l’amministrazione e la cittadinanza si parla da molti anni, così tanti che è davvero fare memoria storica il ricordarli: il tema della pattuizione tra amministrazione e cittadini è stato il fulcro della discussione iniziata in questa città alla fine degli anni ’90, con i percorsi di Agenda 21 e il Patto di Eugeni@ e rivitalizzata e attualizzata da innumerevoli e successivi dibattiti di rilevanza cittadina.

L’importanza di ciò che abbiamo proposto sta, quindi, nelle parole “Pattuizione” e “sussidiarietà” più ancora che in tutte le altre altre che definiscono il tipo di attività ammesse: in mancanza di un riconoscimento di quel “ruolo paritario” che i cittadini vengono ad assumere nei confronti dell’Ente che il Regolamento introduce; in mancanza di una semplificazione dei procedimenti amministrativi riscontrabile varie volte nel testo, ma soprattutto nella locuzione “adozione di atti amministrativi di natura non autoritativa” sta il cambio culturale profondo a cui questo atto dà l’avvio: la sua adozione permetterà, infatti, ai cittadini attivi di portare al tavolo dell’Istituzione le proprie migliori energie, non solo fisiche, senza la frustrazione generata da impedimenti burocratici e ostacoli procedurali.

Questo Regolamento risponderà all’ampia domanda di partecipazione che viene dalla cittadinanza? Troverà una soluzione ad ogni problema relativo al rapporto con l’amministrazione?

Sicuramente no, non ci aspettiamo tanto, tuttavia esso rappresenta un punto di partenza che prima non esisteva e dal quale si potrà procedere di miglioramento in miglioramento.

Rappresenta un’eredità importante che questa amministrazione lascia alla città di Genova: i suoi abitanti potranno più facilmente renderla più bella, più creativa, più vitale e, soprattutto, più democratica, perché nell’esercizio della co-progettazione e nella relazione di rete si costruiranno nuove forme di governance condivisa.

Ed è stata proprio la condivisione che questo testo ha avuto nei lunghi mesi della sua gestazione che ha dato a noi proponenti la certezza che nella sua attuazione esso avrà la possibilità di avviare processi di maggiore coinvolgimento dei cittadini e di cultura di partecipazione: attraverso il lavoro delle Direzioni e della Segreteria Generale del Comune di Genova che hanno provveduto a verificare l’esistenza delle condizioni normative e regolamentari per l’adozione del Regolamento, attraverso i suggerimenti attenti e costanti dell’Ufficio Partecipazione del Comune di Genova, attraverso le tante assemblee e commissioni consiliari convocate dai Municipi tra luglio e ottobre 2016 (alle quali noi consiglieri proponenti abbiamo partecipato con grande interesse per rispondere a domande e raccogliere osservazioni), attraverso le risultanze di una lettura critica del testo effettuata da quei  cittadini e quelle associazioni del Territorio che hanno fatto pervenire in forma scritta osservazioni competenti; attraverso i suggerimenti e i consigli dei colleghi Consiglieri Comunali che hanno contribuito alla stesura definitiva abbiamo prodotto un testo che, figlio di un percorso culturale di respiro nazionale, può oggi dirsi “veramente genovese”.

Ringraziamo, quindi, tutti coloro che, a Genova, generosamente hanno condiviso con noi un percorso durato due anni e il Prof. Arena e il Laboratorio Labsus per aver dato l’avvio a questo lavoro in tutta Italia.

Vogliamo dedicare il Regolamento Genovese sull’amministrazione condivisa a tutte quelle cittadine e cittadini attivi che con la loro dedizione costante al Territorio e le loro intelligenze messe a disposizione della collettività si impegnano quotidianamente per il miglioramento della nostra città.

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