Ambiente / Diritti / Beni comuni

Segreteria Lista Doria

Mense scolastiche, difficoltà ed eccellenze: il confronto in Commissione

in Diritti

Prosegue in Commissione comunale la valutazione del servizio di ristorazione scolastica. Da un lato i genitori della Rete Commissioni Mensa, che hanno presentato un dossier sulla ristorazione nelle scuole genovesi, dall’altro le aziende fornitrici dei pasti veicolati, al centro Comune di Genova, Asl 3, Arpal e l’associazione dei pediatri.

Nel dibattito sono intervenuti anche i consiglieri di Lista Doria Barbara Comparini, Clizia Nicolella e Luciovalerio Padovani.

COMPARINI: «La cosa più importante da tenere in considerazione quando si parla di ristorazione scolastica è la fiducia che si crea tra chi prepara il pasto e chi lo riceve. Se si interrompe la catena della fiducia, va tutto a scatafascio: per cui, bene hanno fatto i genitori a portare la loro istanze perché chi ne ha il dovere prenda atto e lavori per evitate che le ditte che presentano delle manchevolezze possano inficiare tutto il grande lavoro che si fa. Chi è colpevole non solo di non aver ottemperato alla normativa vigente ma anche di aver interrotto il rapporto di fiducia venga messo in secondo piano rispetto a chi ha sempre collaborato bene. Il pediatra, dott. Ferrando, ha ricordato che il momento del pasto è fondamentale non soltanto per la nutrizione ma anche per la socialità, per l’apprendimento di comportamenti che durano nel tempo. Il momento del pasto per noi insegnanti è un momento fondamentale della giornata scolastica, deve avvenire con la sicurezza che quello che i bambini trovano nel piatto sia di qualità, sia preparato con competenza dal punto di vista sia nutrizionale ma anche culinario: deve essere un momento in cui ci si può rilassare, stabilire rapporti sociali, senza ansie. Vi sono, naturalmente, anche molti aspetti positivi. Penso, ad esempio, alla grande attenzione nei confronti dei bambini che hanno bisogno di diete e cure specifiche oppure al fatto che molto spesso i bambini mangino a scuola prodotti di migliore qualità dal punto di vista biologico rispetto a quanto non facciano a casa. I problemi arrivano quando ci troviamo a parlare dei pasti veicolati: se è vero che certi menu sono corretti dal punto di vista nutrizionale è altrettanto vero che, troppo spesso, con il confezionamento nel centro cottura e il successivo trasporto, le pietanze perdono gran parte della loro appetibilità e i bambini non le mangiano».

NICOLELLA: «L’argomento delle mense tocca vari livelli, il primo è quello del finanziamento dei servizi perché investire in un servizio oggi implica sacrificarne un altro: allora, sacrifichiamo il trasporto pubblico o i servizi sociali? A questo punto bisognerebbe che i grandi Comuni come Genova si facessero portavoce del disagio che i minori trasferimenti da Roma per la restituzione del debito vanno a penalizzare la vita dei cittadini. In questo caso parliamo della vita di cittadini particolarmente importanti perché che cosa c’è di più importante del nutrimento e della salute dei bambini? In questo momento il controllo del servizio Mensa si deve fare più stringente, serrato e si devono fare più trasparenti i sistemi di sanzione (parliamo di un affidamento di oltre 20 milioni di capitolato) altrimenti il rapporto di fiducia viene meno. Da ciò deriva l’importanza dei commissari Mensa, che garantiscono un controllo assolutamente certificato sul servizio perché l’attenzione che i genitori dedicano al cibo dei propri figli sicuramente non è adombrata da secondi fini. Il controllo del Consiglio comunale sul servizio mensa, quando non gestito direttamente, è fondamentale, per cui bisogna allargare la rete e fluidificare la circolazione delle informazioni. Siamo stati alla scuola Daneo dove, come abbiamo tutti letto sui quotidiani, si sono verificati alcuni problemi: tutti possono sbagliare e la fiducia va salvaguardata perché non può costituire un’emergenza sanitaria la presenza di muffa nel parmigiano. Però, se non viene data risposta alla Commissione Mensa che ha rilevato le inadempienze, si può pensare che sotto ci siano scenari orrendi, soprattutto quando i controlli non vengono effettuati. L’invito è  quello di tenere in giusto conto le rilevazioni dei commissari mensa: occorre dare loro anche un minimo di formazione su ciò che devono verificare, proprio perché questo è un servizio di pubblica utilità.
Per quanto riguarda la qualità del servizio, appoggio le riflessioni del consigliere Bruno: perché non formulare un documento di indirizzo della Commissione consiliare che spinga a ad avvicinare la produzione locale al consumo delle mense? Ricordo che gli “acquisti verdi” nella pubblica amministrazione vedono nella ristorazione scolastica un volano importante per l’economia agricola. È importante che il cibo venga da vicino perché, se si favoriscono aziende che ragionano con certe logiche e sono vicine ai luoghi di consumo, si promuoverà il miglioramento della qualità del cibo per tutti».

PADOVANI: «Nella capacità di costruire una buona relazione fra cittadini-clienti ed amministrazione si gioca la capacità di produrre qualità, quindi bisogna superare le contrapposizioni ed accogliere le critiche costruttive. La qualità della mensa interroga l’amministrazione rispetto alla capacità di fornire un servizio delicato e strategico per i cittadini più piccoli, quindi è un indicatore di funzionamento della capacità dell’amministrazione di fornire servizi all’altezza. Partiamo da un sistema che ha elementi di positività forti, su cui si fa un forte investimento, dove ci sono meccanismi di controllo dei processi produttivi lungo tutta la filiera in cui le aziende stesse sono tenute a fornire indicatori di processo e di risultato. Ma è un sistema che prevede – ed è qui la novità – un controllo attivo da parte del cliente che si esercita attraverso le commissioni mensa. Che cosa ci chiedono i commissari mensa? Sostanzialmente, ci stanno chiedendo di accogliere dei suggerimenti in un’ottica di miglioramento del servizio, quindi un atteggiamento positivo non di sterile polemica. Ci chiedono più controllo, più trasparenza non solo verso il capitolato ma anche rispetto alle offerte del fornitore. Quindi ci deve essere trasparenza assoluta perché trasparenza ed informazione garantiscono il coinvolgimento ed il controllo. Nei sistemi di qualità, la gestione delle non conformità e dei reclami è il cuore della capacità di intervenire sul sistema e di fare il controllo. Deve essere resa in assoluta trasparenza tutta la gestione dei reclami, delle non conformità e delle soddisfazioni del cliente: bisogna che tutti i dati in nostro possesso vengano restituiti ai cittadini-genitori.
Sulle prospettive bisogna essere onesti: la parte che riguarda la gradevolezza dei pasti ha parecchio a che fare con i cibi veicolati e la possibilità di avere delle mense proprie. Ma ci troviamo in una situazione di bilancio che vede una contrazione molto significativa di risorse (meno 120 milioni in tre anni), con la prossima finanziaria che ci taglierà altri 30/40 milioni su un bilancio nell’ordine di grandezza degli 800 milioni. Questo comporta per tutti, non solo per gli amministratori, l’assunzione in solido delle responsabilità rispetto alle scelte perché se faccio alcune cose smetto di farne altre. Rispetto alle mense bisogna capire in termini di prospettiva l’onerosità del sistema, cioè la capacità effettiva di reintrodurre la possibilità di cucinare pasti all’interno delle scuole che aumenterebbe certamente l’appetibilità percepita dai bambini. Abbiamo un grandissimo problema di risorse e chiedo all’Assessore se l’operazione di riapertura graduale di alcune cucine sia praticabile e con quali costi».

Le vostre opinioni

Non ci sono ancora commenti, di la tua per primo su Mense scolastiche, difficoltà ed eccellenze: il confronto in Commissione

Di la tua

Dai voce alle tue opinioni, aiutaci a migliorare

Listadoria_rss