Ambiente / Diritti / Beni comuni

Lucio Padovani

Riflessioni sulle linee programmatiche: riforma della struttura amministrativa e nuovo rapporto con i cittadini

in Beni comuni, Diritti

intervento in Consiglio Comunale del 4 ottobre 2012

in occasione della presentazione delle linee programmatiche del Sindaco Marco Doria (Seconda Parte)

 Mettere al centro una profonda  trasformazione della macchina  organizzativa del Comune è uno tra gli obiettivi strategici affermati dalle linee programmatiche. Condividiamo del tutto questa impostazione, un intervento convinto e determinato sul funzionamento della “struttura” comunale  è il cuore strategico del problema che ha di fronte la nuova giunta ed il più delicato da maneggiare. Se la nuova maggioranza vuole realizzare un duraturo e significativo cambiamento nella pubblica amministrazione e nel suo rapporto con i cittadini questa è la direzione di marcia da percorrere senza esitazioni.

Decisiva, da questo punto di vista, è la riorganizzazione del funzionamento interno della struttura, unita al  tentativo dichiarato di introdurre  una nuova “cultura” organizzativa e una nuova “filosofia” di gestione del personale: sviluppare le capacità di coordinamento e di integrazione orizzontale tra funzioni e processi, favorire il lavoro per gruppi di progetto, ri-definire il sistema premiante per implementare nuovi comportamenti orientati alla collaborazione, alla progettualità, alla versatilità operativa, abbassare la “concorrenza interna”, per migliorare il benessere organizzativo e creare un nuovo “clima”  interno, ci sembrano obiettivi  assolutamente condivisibili.

La tendenza alla delegittimazione del “pubblico” va certamente contrastata in tutti i modi, ma ciò può avvenire solo  a partire da una corretta gestione della “risorsa umana” interna e dei suoi comportamenti. Bisogna reintrodurre una cultura della “cura della soddisfazione” del cittadino, puntando sul “valore” e sulla “valenza etica” del lavoro nel pubblico, valorizzando il più possibile il ruolo del “pubblico dipendente” e i comportamenti “orientati al cliente”, anche attraverso l’adozione di strumenti per raggiungere la “customer satisfation” utilizzati nei sistemi di qualità (questionari, focus group, procedure per la gestione dei reclami). Solo se i comportamenti della pubblica amministrazione cambiano, nella direzione di un maggiore ascolto del “cittadino-cliente”, c’è qualche speranza che il Comune torni ad essere realmente percepito “amico” dei cittadini.

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