Ambiente / Diritti / Beni comuni

Enrico Pignone

Non Terzo ma Primo Valico

in Ambiente, Beni comuni

Intervento Consiglio Comunale del 26 giugno 2013

Alla luce dei recenti avvenimenti di cui oggi discutiamo, è necessaria un’analisi che ci permetta di procedere nel nostro operato in modo utile per la città di Genova e non solo.
In considerazione del fatto che la discussione riguarda un’opera che ha impatto interregionale e di importanza, anche nei costi, a livello nazionale, le nostre considerazioni andranno oltre il semplice respiro cittadino.
Noi sosteniamo con convinzione l’utilità fondamentale del trasporto pubblico ed in questo ambito di quello ferroviario.

Riteniamo infatti che una Nazione al passo con i tempi, così come indicato dalla stessa Unione Europea di cui siamo parte, debba incentivare e sostenere il trasporto delle merci via ferro.

Le motivazioni di opportunità sono dovute ad un minore impatto ambientale, aminori costi di trasporto, ad una maggiore sicurezza lavorativa.

E’ altresì doveroso contestualizzare le nostre scelte con le condizionieconomiche e sociali attuali.
E’ noto, come più volte qui ribadito, che stiamo attraversando un momento di profonda crisi economica.
La disponibilità finanziaria del nostro Paese deve essere attentamente ed oculatamente gestita.

Come ci insegna la cultura orientale, la parola “crisi”, oltre al significato di pericolo, porta in sé anche l’aspetto positivo dell’opportunità, opportunità che possono cambiare (in meglio) il nostro modo di intendere la realtà.
Ovviamente spetta a noi cogliere le possibilità che un momento difficile come quello che stiamo vivendo può offrirci.

Allontanandoci quindi da un servilismo industrialista e produttivista.

Consideriamo come “opportunità” un finanziamento, scandito nel tempo, che è destinato a piccole medie e grandi opere sia infrastrutturali che portuali e che può dare una ricaduta occupazionale immediata.

Sosteniamo quanto affermato dal nostro Sindaco “che dobbiamo replicare sul nostro territorio l’attenzione dell’Unione Europea per il trasporto sostenibile”,che è il vero tema di questa vicenda.

Siamo convinti anche noi che “Genova deve uscire dall’ottica delle infrastrutture autostradali a favore del trasporto ferroviario” .

L’impegno della Commissione Trasporti della Camera è infatti volto verso quest’ottica, con l’approvazione dello stanziamento decennale di 120 milioni di euro per ogni anno dal 2015 al 2024, per il finanziamento degli investimenti relativi alla rete infrastrutturale nazionale.

Anche quello che è stato ritenuto uno scippo, dal nostro punto di vista, non è nient’altro che un’operazione di buon senso: prelevare fondi destinati ad opere che vedranno la conclusione forse tra 20 anni, a favore invece della manutenzione ordinaria della rete ferroviaria nazionale e per opere minori masubito cantierabili.

Ribadisco che quello che noi riteniamo comunque importante è coglierequest’occasione come un’opportunità anche al fine di analizzare le alternative a questo progetto, che presenta un forte impatto ambientale e problemi tecnici non ancora risolti.

E nello stesso tempo si pensi di utilizzare i fondi , stanziati dal Governo, rappresentato in quest’aula consiliare dalla maggioranza e dall’opposizione, oggi unite da un insolito tragico destino, per il miglioramento di tutta la rete ligure, e posso citare:

. la tratta Genova-Acqui Terme
. la manutenzione e l’adeguamento della Genova-La Spezia
. la linea Genova-Milano adeguando i nodi di Ronco,Tortona e Voghera
. il quadruplicamento tra Milano e Pavia
. senza contare tutti gli interventi in area portuale per risolvere il vero problema: come riuscire a formare i treni da e per il porto di Genova.
. la revisione della linea del Primo Valico che risolverebbe il collegamento del porto alle linee esistenti, ORA e NON tra 20 o 30 anni.

Avremmo benefici a breve termine, la possibilità di occupare imprese locali, intervenendo sulle difficoltà economiche ed occupazionali della nostra Regione e del nostro territorio, in modo efficace ed immediato.

Chiediamo, pertanto, di mettere da parte la mitizzazione acritica delle Grandi Opere e invitiamo tutti a riprendere un comune ragionamento che porti ad un beneficio collettivo.

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